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Aquila Nigra  0

Vicolo Bonalcolsi, 4
46100 Mantova MN
tel. 0376 327180 fax 0376 226490
[email protected]
www.aquilanigra.it

Aquila Nigra

Mantova fu la città che ospitò la corte più sfarzosa del Rinascimento e l’antico palazzo degli Uberti nei pressi del Palazzo Ducale e della gonzaghesca piazza Sordello, in vista della cattedrale, ospita il Ristorante Aquila Nigra, quasi un signorile museo. L’accoglienza avviene sotto soffitti a cassettoni, al cospetto di sale affrescate, stoviglie eleganti, mobili d’epoca, ricchi fregi. L’aquila nera era il simbolo della contrada dove si trova l’immobile raffinato, elegante. La scelta della dimora storica non è stata casuale, ma frutto di un lungo corteggiamento da parte del patron Giorgio Bini e di sua moglie
Vera Caffini iniziato quando correva l’esigenza di ampliare e ammo
dernare l’attività che la famiglia
 di Vera conduceva da anni in un 
locale poco distante. È il 1984. L’esperienza familiare dei percorsi già intrapresi, la volontà di sperimentare sempre nuove strade valorizzando comunque le origini e le tradizioni, rappresentano quella che sarà la polpa e l’anima della cucina di Vera. Oggi anche il figlio Andrea si dedica al ristorante occupandosi, con passione e dedizione della sala, forbita ed elegante, che appare, oggi come allora, composta da grandi tavoli (e sedie imperiali) arricchiti dal fine tovagliato e posateria. Accanto all’Aquila Nigra la famiglia Bini ha creato un bistrot di aspetto contemporaneo con scelta gastronomica meno impegnativa e, va da sé, più economica. Ma, silenzio, si parte con i piatti...

Cosa si mangia

...che appartengono perlopiù alla storia della città e della tradizione mantovana. La carta viene modificata in base alle stagioni e delle disponibilità di mercato. Quei piatti considerati di stretto patrimonio mantovano fanno parte di un menu degustazione esibito a 70 euro. Ne fanno parte ad esempio la frittura di saltarelli (piccoli gamberetti un tempo pescati nelle risaie) e zucchine, il sorbir d’agnoli, i tortelli di zucca al burro fuso e Grana Padano DOP, il luccio in salsa d’acciughe, prezzemolo, capperi e polenta abbrustolita. Grandi classici, insomma. Pur non inseriti nel menu mantovano alcune preparazioni sono oggi l’emblema della Casa: dai ravioli verdi di faraona alla fonduta di Grana Padano DOP e suo ristretto alla guancia di vitello in arrosto morbido, al timo su crema di sedano rapa e funghi trombetta, al capretto arrosto agli aromi, costoletta dorata e frattaglie trifolate. C’è spazio per i dolci con l’immancabile sbrisolona al rum, la tarte tatin con crema all’anice stellato e gelato alla cannella ed i cannoli all’amaretto, crema di mascarpone e salsa al caffè. Esperienza memorabile.

Cosa si beve

Vasta la carta dei vini, preziosa di importanti etichette e di relative annate, di puntuali e rigorose scelte. Grande offerta di distillati: whisky, rum e grappe anche introvabili altrove.

Fiore all'occhiello

Emozionante è vivere e respirare il passato, percorrere androni che hanno segnato e assistito alla storia di una delle città più importanti d’Italia sotto il profilo culturale ed artistico.

Titolare:
la Famiglia Bini

Chef:
Vera Caffini

Maitre:

Apertura:
a pranzo e cena

Chiusura:
domenica (tranne il pranzo in aprile, maggio, settembre e ottobre) ) e lunedì

Ferie:
una settimana in agosto

Coperti:
60

Parcheggio:

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:

Come arrivare

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