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Dongiò  0

Via Bernardino Corio, 3
20135 Milano MI
tel. 02 5511372
[email protected]

Dongiò

Dongiò non sta per Don Giovanni. Nessun riferi
mento quindi all’opera di Mozart. Nessuna nota
 del pentagramma è stonata e tutto fa presagire 
sin dall’ingresso ad un’amabile sosta. Stile classico, atmosfera che ricorda i ristoranti di inizio
‘900, con tavoli e sedie sobri ma ben apparecchiati e ordinati, il pavimento in graniglia e alle
 pareti, antichi documenti e quadri. Se siete in
cerca di un ristorante che trasuda di casa, dove 
la semplicità e la familiarità autentiche sono inossidabili, allora questo è l’indirizzo che fa per voi. Ambiente che
 cerca l’accostamento al cliente, 
non il distacco freddo e rigoroso
 di certi ambienti asettici e modaioli. La gestione affidata dal 1987 
alla famiglia Criscuolo è solida e 
ben collaudata, premiata dall’affollamento del locale ogni giorno 
dell’anno, anche grazie a una politica dei prezzi contenuta e adeguata. Per questo vi raccomandiamo di prenotare sempre con qualche giorno di anticipo. Qua e là ricordi che ci riconducono alla Calabria – terra di origine paterna - e alla Romagna, terra in cui è nata Milena, madre dei fratelli Criscuolo e colonna portante di questo ristorante: è lei infatti che prepara a mano ogni mattina tutte le paste proposte in carta e che hanno reso celebre il Dongiò. Il clima è informale, caldo e accogliente, lontano dallo stereotipo della spettacolarizzazione dei fornelli. Ciò che conta, sembrano dire dalla cucina, è la sostanza. E qui la sostanza non manca.

Cosa si mangia

Le proposte sono all’insegna della semplicità. Sarà per questo che i sapori e i profumi sono concreti, appetitosi, straordinariamente nitidi. Specie quelli che si rifanno con puntuale filologia alla terra d’origine dei proprietari, la Calabria. La partenza è dedicata a soppressate e salsicce, al capocollo con corona di caciocavallo, alla bruschetta con la sardella - detta anche cavia - le povero - preparazione a base di neonate di sarde impastate con il peperoncino rosso, finanche al pecorino di Crotone, servito con miele di fichi. Poi è la volta di piatti storici come il pollo saltato con capperi, melanzane, cipolla, peperoncino e ricotta salata, e degli spaghettoni alla tamarro, cioè conditi con radicchio rosso, ‘nduja, salsa di pomodoro e crema di ricotta forte. La nota piccante, vale la pena ricordarlo, è adeguata ad un pubblico lombardo e quindi nessuno correrà il rischio di ustionarsi. Spaghetti, maccheroni, fusilli e fileja sono tutte preparate in casa e disponibili con diversi condimenti: all’uso di Crotone (salsiccia, finocchietto selvatico, cipolla e peperoncino) o alla disperata (con caciocavallo e peperoncino). Carni come secondi piatti, ma anche Caciocavallo Silano DOP alla piastra, eventualmente ripieno d’ nduja. La crostata di mele e mandorle, i tartufetti mantecati con il peperoncino e il tiramisù di ricotta fresca, valgono da esempio tra i buonissimi dessert.

Cosa si beve

La carta dei vini predilige prodotti calabresi. Interessanti le proposte dal Vibonese e dalla Val di Neto. Tuttavia non è difficile distinguere nella carta dei vini numerose cantine d’origine nazionale.

Fiore all'occhiello

L’idea di trascorrere ai tavoli di Dongiò una serata è buona perché la cucina è buona, perché il servizio è buono e perché l’ambiente... induce alla bontà... Ci si va e piace; ci si torna e ci si ritorna...

Titolare:
Antonio Criscuolo

Chef:
Antonio, Monica e Pietro Criscuolo 
con Milena Baruzzi

Maitre:

Apertura:
a pranzo e cena

Chiusura:
sabato a pranzo e domenica

Ferie:
tre settimane in agosto

Coperti:
50

Parcheggio:
no

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:

Come arrivare

fermata Porta Romana, M3.

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