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La Cucina del Maestro  0

Via Farini 25
43121 Parma PR
tel. 0521 236512
trattori[email protected]
www.salumeriarosi.it

La Cucina del Maestro

A Giuseppe Verdi piaceva mangiar bene. Il Cigno di Busseto – il padre era un oste - amava la buona tavola, si intendeva di vini e dalla sua cuoca pretendeva pietanze raffinate, le chiedeva di riadattare piatti che aveva assaggiato in giro per l’Europa. E lei, Ermelinda Berni, annotava tutto: dal suo ricettario è nato il libro “La cucina di Verdi” e la proposta gastronomica del ristorante “La cucina del Maestro” si basa proprio su quegli appunti. Il locale ha aperto nel settembre del 2014 e vuole essere un omaggio a Verdi: le sale e gli arredi sono di stampo ottocentesco, alle pareti – con diversi scorci in mattoni – ci sono le foto del celebre compositore, strumenti musicali, spartiti e le locandine di opere e melodrammi. Nel ristorante grammofoni e vecchi mobili danno un tocco elegante. Il ristorante si compone di tre sale: una dedicata interamente al maestro, le altre due con un allestimento più rustico, ma sempre chic. I menu sono rappresentanti in copertine dedicate alle opere di Verdi, mentre all’interno ricalcano uno spartito musicale.

Cosa si mangia

Gli chef Stefano Caggiati e Luca Dalla Tana hanno studiato il ricettario dell’Ermelinda: c’è la tradizione di Parma, la cucina della Bassa Padana influenzata dal dominio austroungarico, un’impronta di Francia. E poi piatti tipici di città dove Verdi amava soggiornare. Zuppe e minestre erano piatti ambiti dal maestro e il ristorante ne propone una lunga serie. Amava i risotti, come la sua personale interpretazione di quello milanese. E della città meneghina apprezzava anche la cotoletta, quella fatta con la braciola di vitello. Meritano attenzione le Polpette grosse di casa Bizzozzaro oppure il Filetto in millefoglie con pane tostato e tartufo nero. C’è anche un po’ di tradizione piacentina – terra d’origine della famiglia del maestro – con i classici Pisarei e fasoi. Sui dolci si apre un’enciclopedia: Verdi era particolarmente goloso e di gusti raffinati. La Bocca di Dama e la Coppa Aida erano tra i suoi preferiti.

Cosa si beve

A Verdi piaceva bere lo Champagne, prodotto che aveva imparato ad apprezzare nei suoi soggiorni francesi. E nella cantina del ristorante a lui dedicato ce n’è un’ampia selezione. Questo prodotto è usato anche in un dolce: il Caco con Champagne. La carta dei vini, un centinaio le etichette, contempla poi il meglio della produzione enologica nazionale. Settanta birre artigianali italiane ed estere.

Fiore all'occhiello

L’atmosfera unica. L’accurata ricercatezza degli ambienti. E piatti dai sapori raffinati. Dopo essere stati in questo locale si ha quasi l’impressione di aver conosciuto Verdi.

Titolare:
Stefano Caggiati, Luca Dalla Tana

Chef:
Giacinto Gininiesi

Maitre:

Apertura:
sempre aperto dalle nove di mattino alle 2 di notte

Chiusura:

Ferie:

Coperti:
70 all’interno, 50 all’esterno

Parcheggio:
pubblico intorno al centro storico

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:
da 30 a 35 euro

Come arrivare

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