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Nonna Maria  0

Via Macedonio Melloni, 9
20129 Milano MI
tel. 02 49436609
[email protected]
www.nonnamariaosteria.com

Nonna Maria

Il rassicurante accento romano del proprietario è l’elemento più evidente per comunicare all’avventore che non ci si trova in una osteria romana solo di facciata. Diventa quasi inevitabile allora che si venga travolti dalla necessità di ricordare le mura domestiche attraverso il nome, Maria, della donna che ha insegnato a Massimo Spina gli odori della tradizione culinaria romanesca, la nonna Maria appunto. Anche l’atmosfera ricrea un intorno dove tutto parla al passato, dai mattoni a vista delle pareti, al cotto come pavimentazione, dall’arredamento alla disposizione delle
stanze, all’accoglienza verace e 
sincera. Ne esce un ambiente
trasteverino che piace molto al
pubblico. Prima poliziotto, poi 
agente immobiliare, la parabola
lavorativa di Massimo trova compiuto compimento nel rapporto con il pubblico, nell’attitudine al dialogo. Modalità d’accoglienza atipica per il mercato milanese, che dopo averlo visto consumatore per oltre 15 anni, lo ha spinto a riflettere sull’assenza di un locale - nel vero senso della parola - verace. Assenza colmata nel giugno 2011, con l’obiettivo di rendere questa una casa, ancor più un luogo, dove i ricordi trovino onesta testimonianza nei piatti consistenti e genuini della tipica cucina romana. Un semplice e naturale spazio dove l’accoglienza è, umanamente, serena.

Cosa si mangia

Dal giorno dell’apertura non serve prendere il pendolino da Milano a Roma per gustare i piatti della cultura papalina. Non può essere altrimenti: la cucina è d’impronta romana, tradizionale, con un conto onesto. Guanciale e Pecorino Romano DOP ovunque: i grandi classici della capitale sono diventati fondamentali e intramontabili anche a Milano. Bucatini all’amatriciana (che si servono privi della cipolla, obbligatoria nella ricetta originale) o alla gricia; pappardelle con guanciale, Pecorino Romano DOP e carciofi saltati; puntarelle spaghetti con carciofi e bottarga con l’acciuga;
di tonno; porchetta di Ariccia; la costoletta d’abbacchio alla scottadito, saltimbocca alla romana, tortino di pecorino, cicoria e la sempreverde coda alla vaccinara sono solo alcune delle proposte che la dicono lunga sul desiderio di fare respirare agli ospiti l’aria di Roma. E per finire i dolci, semplici e fatti in casa. Buona parte delle materie prime provengono dal Lazio, per dare maggior successo e, se ce ne fosse bisogno, credibilità alle creazioni che i fornelli sanno ben preparare.

Cosa si beve

Anche l’assortimento dei vini risente dell’amore per la terra laziale. La non vasta ma interessante carta propone, tra gli altri, Cesanese del Piglio e Passerina di Frascati che rappresentano il buon bere della regione.

Fiore all'occhiello

La capacità di ricreare un ambiente controcorrente, al di là delle mode e che rispecchia il carattere rustico dei piatti è un elemento piacevole che invita alla sosta.

Titolare:
Massimo Spina

Chef:
Corrado Villella

Maitre:

Apertura:
a pranzo e cena


Chiusura:
domenica

Ferie:
Capodanno, 10 giorni in agosto e Natale

Coperti:
60, ai quali s’aggiungono 10 posti all’esterno d’estate

Parcheggio:
no

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:

Come arrivare

autubus linea 62

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