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Osteria del Passatempo

Hanno provato a cambiare Mario e Paola, ma quando il mare ce l’hai dentro è inutile pensare a carni e griglia. E così che, da sei anni, l’Osteria del Passatempo è punto di riferimento in città per chi ami il pesce. Da Ostuni Mario è arrivato negli Anni Ottanta contribuendo a diffondere in Emilia la tradizione del pesce a tavola. Questa è la sua ultima creatura, via dalla pazza folla del centro città. Ora in sala c’è anche Yuri, con i suoi 24 anni di entusiasmo, anche se è ancora Mario a partire la notte per assicurarsi al mercato di Milano la pesca migliore. “Rientro alle 6.30 come fossi stato in barca”, scherza lui. In cucina, insieme a chef Antonio, si aggiunge fantasia all’esperienza perché la clientela del territorio “ama sperimentare, ma la tradizione va rispettata”. La chiave di questo ristorante è un prodotto di alta qualità che armonizza i sapori della cultura di pesce, tipica delle tavole del Nord Italia, con l’estro della ricerca e della selezione di alcuni prodotti di nicchia.

Cosa si mangia

In carta la territorialità è quella che arriva dalla Puglia con la scelta di alcune materie prime come olio e pasta e, quando è possibile, anche dal “mare di casa” con il Fritto di paranza e alcune chicche come scampi e gamberi rossi di Manfredonia e le cozze pelose che chef Mario ama accostare a verdure sempre del suo Sud, come le cime di rapa. Dall’Adriatico, invece, non mancano mai le moleche fritte. Il Gran Piatto di crudi è un’antologia di sapori con 12 varietà fra carpacci, tartare e frutti di mare. Fra i primi gli Spaghetti al nero di seppia sono una rilettura della ricetta tradizionale perché la seppia è presente sia cotta, sia cruda, insaporita da una polvere di bottarga di muggine e pan grattato. Fra i secondi, accanto agli irrinunciabili Rombo al forno e Tagliata di tonno ecco accostamenti più inediti come il Branzino scaloppato al forno con tartufo e l’Orata in crosta di patate con salsa all’arancio.

Cosa si beve

Fra le 120 etichette della carta “C’è democrazia”, ripete Mario. Si beve anche molto piacentino fra i bianchi, con una buona scelta di Ortrugo, Chardonnay e Malvasia prima di sconfinare in Alto Adige, perfetto col pesce. Per chi, anche con il mare a tavola, ami il rosso non mancano Primitivo di Manduria e Negroamaro, anche se poi la vasta selezione di bollicine italiane ed estere mette tutti d’accordo.

Fiore all'occhiello

Gli acquari e la pietra posata dagli stessi proprietari rendono caldo questo luogo dove “passare il tempo”. Proprio come voleva Mario, quando pensò al nome del suo locale. 

Titolare:
Mario Galetta

Chef:
Mario Galetta e Antonio Stigliano

Maitre:
Yuri Galetta

Apertura:
a pranzo 12 - 14.30 e cena 19.30 - 22.30

Chiusura:
domenica e lunedì

Ferie:
tre settimane ad agosto, dopo Natale e Capodanno

Coperti:
40

Parcheggio:
pubblico nelle vicinanze

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:
45 euro menu degustazione, vini esclusi

Come arrivare

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