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Vun  0

Via Silvio Pellico, 3
20121 Milano MI
tel. 02 88211234 fax 02 88211235
[email protected]
www.ristorante-vun.it

Vun

Centralissimo, di fronte alla Galleria Vittorio Emanuele II, nelle immediate vicinanze del Teatro alla Scala, del Duomo e delle vie della moda, VUN, uno in milanese, è un ambiente raffinato ed elegante all’interno del Hotel Park Hyatt. Sempre attento alle istanze gastronomiche Il Ristorante VUN, premiato con una Stella Michelin, è il luogo ideale per vivere sofisticate esperienze di gusto. Qui tutto fila alla perfezione, i movimenti sono sincronizzati come quelli delle lancette d’un orologio, sotto la discreta e attenta supervisione di Nicola Ultimo, da
 una decina d’anni al timone della
 sala. Nulla è lasciato al caso: co
lori, luci, ombre, musica, profumi,
 design che all’unisono riescono a 
trasmettere l’idea di benessere e
 accoglienza. Anche i fiori al centro del tavolo sono un esempio di
 discrezione e ricercatezza. Dalla cucina escono piatti dall’ottima tecnica, un connubio di tradizione e creatività, proposti da uno dei cuochi emergenti, il napoletano Andrea Aprea, formatosi nei migliori locali di mezzo mondo. A coronare il gusto del Buono ed enfatizzare il piacere del Bello ci hanno pensato l’architetto Ed Tuttle, con l’utilizzo di materiali naturali e attraverso colori caldi che realizzano un ambiente rilassante e piacevole, e le porcellane di Coquet e Jaune de Chrone: difficile trovare di meglio in circolazione. Del resto un hotel di lusso non può permettersi nulla di meno al reparto ristorazione. E il VUN è lì a dimostrarlo.

Cosa si mangia

Molta della clientela è straniera e Andrea Aprea ben sa rappresentare il saper fare italico tra i fornelli. La sua è una cucina italiana contemporanea d’autore che prende spunto dalle stagioni interpretandole in chiave moderna. Lo si evince da uno dei suoi piatti divenuto pressoché leggendario, il Dolce salato della caprese: una mozzarella nascosta all’interno di un fragile guscio zucchero caramellato dal colore perlaceo, su coulis di pomodorini del Vesuvio, crostini di pane casereccio, filetti di acciughe di Cetara ed emulsione di pesto al basilico. Una corsa ad ostacoli tra ingredienti che paiono inconciliabili ma che si compongono in una finale sinfonia. Un altro piatto di grande trasporto è il riso Acquerello, zafferano dell’Aquila, ossobuco di rana pescatrice, liquirizia e limone. L’inizio lascia presagire la milanesità del piatto, che scivola verso latitudini meridiane con grande misura ed armonia finale. L’uovo, patata, Bitto e tartufo nero porta anche l’autunnale montagna di Lombardia in tavola: una capacità di sintesi insolita e meravigliosa.

Cosa si beve

La monumentale carta dei vini è in continua evoluzione per far fronte ad una clientela esigente ed alla ricerca di novità. Molte etichette sono quelle che non possono mancare, altre denotano un buon livello di analisi del mercato.

Fiore all'occhiello

Il locale sa coniugare l’ottimo cibo e la superlativa tecnica ad un ambiente e servizio davvero impeccabili. Un’esperienza fuori dal comune da concedersi con piacere.

Titolare:
Nepa S.R.L.


Chef:
Andrea Aprea

Maitre:

Apertura:

Chiusura:
domenica

Ferie:
tre settimane in agosto

Coperti:
40

Parcheggio:

Struttura accessibile:

Accoglienza animali:
no

Carte di credito:
tutte

Prezzo medio:

Come arrivare

M3 fermata Duomo.

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